Caccia ai delfini

Ogni anno, da settembre ad aprile, in Giappone si svolge la caccia ai delfini, i cui scopi principali sono la rivendita ai delfinari o il consumo della loro carne. Questa spietata attività suscita continuamente sdegno a livello internazionale, sia per la crudeltà con cui vengono uccisi questi mammiferi, sia per gli alti tassi di mercurio presenti in questo tipo di carne.

Una delle località più tristemente note per questa caccia è Taiji, un tempo dedita anche alla caccia alle balene.
Dopo aver avvistato un branco, i pescatori provvedono ad effettuare un rumore con un tubo di acciaio calato in acqua, in modo tale da spaventare e disorientare gli animali, guidati verso la baia dai pescatori, che li accerchiano inoltre con reti per evitarne la fuga. I delfini vengono lasciati tutta la notte a calmarsi, mentre il giorno successivo i pescatori ritornano per provvedere alla cattura e all’uccisione. Un tempo venivano praticate delle incisioni alla gola dell’animale, che moriva così per dissanguamento: tuttavia, il governo ha fortunatamente vietato questo metodo, imponendo di tranciare il collo in modo tale che l’animale possa morire in pochi secondi, senza inutili sofferenze.

I rischi del mercurio

Il ricercatore Tetsuya Endo, professore presso l’università di Hokkaido, ha scoperto alte concentrazioni di mercurio nella carne di balena e delfino, tanto che il Ministero della Salute giapponese ha emesso apposite avvertenze sul consumo di alcune specie di pesci, balene e delfini. Un’indagine di una nota rivista ha inoltre riferito come la carne di balena e delfino venduta a Taiji contenesse un livello di mercurio 160 superiore al normale, cosicché i residenti di Taiji sono rientrati in un programma di monitoraggio accurato, sebbene nessuno, finora, abbia dato segni di grave avvelenamento. I pareri degli esperti sembrano piuttosto discordanti, suddivisi tra coloro che ridimensionano la portata del problema e coloro che denunciano gravi rischi per la salute, come Boyd Harnell, inviato speciale per The Japan Times, che ha osservato come il tasso di mortalità a Taiji e nella vicina Koazagawa, sia oltre il 50% superiore al tasso di villaggi di simili dimensioni in tutto il Giappone.
Nel mese di agosto 2012, è stato avviato un progetto di ricerca per studiare gli effetti del mercurio sulla salute dei bambini.

La voce degli ambientalisti

Molti film e documentari si sono occupati della caccia ai delfini, come ad esempio il film-documentario The Cove, segretamente registrato a Taiji nell’arco di cinque anni e finanziato dal miliardario James H. Clark, dove vengono mostrate controverse tecniche di uccisione di delfini e dove si discute sui livelli elevati di mercurio nella loro carne. Il film ha riscosso un certo successo e ha contribuito a sollevare la questione agli occhi del mondo, tanto che i funzionari della città di Taiji hanno immediatamente provveduto a contestare alcune delle prove scientifiche presentate nel film, sostenendo che il regista abbia ingannato gli spettatori. Dopo l’uscita del film, moltissimi attivisti, per lo più stranieri, si sono recati a Taiji per protestare o filmare la caccia al delfino, mentre i pescatori, dal canto loro, hanno risposto disponendo una struttura elaborata di teloni per nascondere le attività di caccia nella baia e squadre di poliziotti sono state collocate per prevenire eventuali scontri tra attivisti e pescatori.

La TV giapponese NHK ha documentato il fatto che durante il documentario i pescatori locali sono stati provocati con metodi aggressivi al fine di creare situazioni di tensione utili ai fini della produzione del documentario.

Taiji Twelve

Con il termine Taiji Twelve gli ambientalisti sono soliti descrivere la cattura di un gruppo di dodici delfini avvenuta nel mese di ottobre 2006, al di fuori di Taiji, inizialmente con lo scopo di inviarli all‘Ocean World Adventure Park, nella Repubblica Dominicana, destinandoli a varie attività di nuoto. Dopo che i delfini sono stati spinti nella baia, alcuni esperti provenienti da Giappone, Stati Uniti e Repubblica Dominicana hanno effettuato tutte le analisi per stabilire se gli esemplari catturati fossero idonei. Anche se la maggior parte dei delfini catturati erano stati destinati all’esportazione, una coalizione guidata dal Japan Dolphins Coalizione di Richard O’Barry, con Earth Island Institute , ha cercato di bloccare la loro esportazione in Repubblica Dominicana, che infine è stata annullata .

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