Ago di Cleopatra

Se ne sta lì, nascosto dagli alberi nel cuore di Central Park, quasi dimenticato da tutti e spesso persino sconosciuto ai newyorchesi, eppure l’Ago di Cleopatra è un vero tesoro dell’antichità. Questo obelisco di 3.500 anni evoca le atmosfere esotiche e sontuose dei grandi regni dei faraoni del passato ed è di fatto il monumento più antico di New York. Situato a pochi passi dal Metropolitan Museum of Art difficilmente capita di imbattersi in questa meraviglia perché come capita con i tesori è necessario andarne alla ricerca per scoprirli, ma vale la pena farlo: con i suoi 21 metri d’altezza e le 220 tonnellate di peso, questo gigante sembra voler squarciare il cielo e le sue dimensioni insieme alla perfetta rifinitura dei geroglifici che ricoprono la sua superficie lasciano senza fiato se si pensa ai pochi mezzi che si avevano a disposizione all’epoca in cui fu costruito.

La collocazione, quindi, non potrebbe essere migliore: nella giungla di grattacieli di New York, questo antenato dei grattacieli è una delle opere più incredibili realizzate dall’uomo.

Se dunque vi apprestate a fare una passeggiata a Central Park, cimentatevi in una caccia al tesoro e scoprite questo monumento che regala un bellissimo spettacolo in particolare nella bella stagione, quando è incorniciato da una vegetazione di un verde brillante e da fiori colorati. Ma oltre alla bellezza estetica, l’obelisco ha davvero tanto da “raccontare”.

Dall’Antico Egitto all’America

Quando oltre 100 anni fa l’Ago di Cleopatra fu trasportato via nave dall’Egitto all’America ed eretto a Central Park tutti impazzirono per questo monumento, la cui storia secondo molti studiosi è talmente affascinante da poterci fare un film.

In realtà l’obelisco fa parte di una coppia di obelischi gemelli, uno dei quali oggi si trova a Londra, nella City of Westminster, ma nonostante il nome non hanno alcun legame con Cleopatra e non è ancora chiaro quando e perché furono soprannominati gli Aghi di Cleopatra. Fu Thutmosis III, il più grande faraone d’Egitto, a commissionare l’obelisco. Il suo regno durò ben 54 anni e oltre ad essere un abile comandante dell’esercito,  Thutmosis III era anche un grande sovrano, noto per aver portato prosperità e ricchezza al suo impero, come si evince dai numerosi monumenti e costruzioni che fece erigere. Templi e obelischi spuntavano a vista d’occhio e tra questi ci furono anche i due Aghi di Cleopatra, realizzati nel 30° anno del regno per affiancare il tempio del sole a Eliopoli. Ma furono i due faraoni che regnarono dopo Thutmosis III ad abbellire ulteriormente questa opera aggiungendo i geroglifici su ogni lato degli obelischi. Per oltre 1.000 anni i due profili degli obelischi dominavano sulle sponde del Nilo fino a che i Persiani non rasero al suolo la città e li buttarono giù; bisognerà attendere l’arrivo dei Romani per rivedere di nuovo in piedi queste due opere: quando la capitale dell’impero fu spostata ad Alessandria, i due obelischi furono eretti ai lati del tempio dedicato a Giulio Cesare. Nonostante la fine dell’impero romano queste due figure rimasero in piedi, come due fari che accoglievano le navi sulle coste dell’Egitto.

Agli inizi del 1800 uno dei due obelischi fu donato all’Inghilterra dall’Egitto come ringraziamento  l’aiuto ricevuto nella guerra contro Napoleone e dopo un lungo e difficoltoso viaggio fu eretto a Londra solo nel 1878.

La cessione del secondo obelisco alla città di New York nacque da una sorta di “rivalità” tra Londra e la Grande Mela, che con grande insistenza riuscì alla fine ad averla vinta e a guadagnarsi il proprio obelisco. Fu William Vanderbilt a coprire le spese del trasporto e così nel 1880 la nave che trasportava l’Ago di Cleopatra entrò nelle acque del fiume Hudson e dopo 5 mesi dall’attracco arrivò a Central Park. Una grande cerimonia a cui presero parte migliaia di newyorchesi accolse il “nuovo arrivato” e da quel momento si scatenò una vera e propria Egittomania: furono creati cioccolatini e cocktail in onore dell’Ago di Cleopatra e alcuni commercianti, tra cui una società produttrice di aghi, utilizzò l’immagine del monumento per promuovere la propria azienda.

L’obelisco è continuamente sottoposto ad opere di restauro per cercare di limitare i danni causati dal tempo e dagli agenti atmosferici; l’utilizzo di nuove tecnologie ha permesso di migliorare la leggibilità dei geroglifici che forse ci sveleranno altri segreti dell’Ago di Cleopatra.

Curiosità sull’Ago di Cleopatra

Prima che venne posato l’obelisco, nel punto destinato a ospitare il monumento venne seppellita una capsula, il cui contenuto è in parte sconosciuto ma si sa solo che all’interno custodisce tra le altre cose il censimento del 1870 della popolazione degli Stati Uniti, un dizionario di Webster e una copia della Dichiarazione d’Indipendenza.

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Nome: Ago di Cleopatra

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